Lug 31, 2015 - Senza categoria    No Comments

La Paninoteca

460912883.2Buon giorno a tutti, mi chiamo Paolo ho 24 anni,gestisco un locale alle spalle dell’università.

Io ed alcuni amici, in seguito ad una cospicua vittoria collettiva al Superenalotto, abbiamo deciso di aprire un locale nei pressi dell’università, il fatto che fossimo tutti molto giovani, è stato molto utile per attrarre i clienti, ad una settimana dall’apertura all’ora di pranzo, non riuscivamo a stare dietro agli ordini, tra le 12 e le 14 sfornavamo oltre 200 tra panini e 100 pizze, gli affari andavano a meraviglia, tanto che in pochi mesi recuperammo l’intero capitale investito.

Comunque sia, non è della gestione del locale che voglio parlarvi, quanto di alcuni eventi particolari ad essa connessi.

Eravamo 7 amici, di cui 3 ragazze, quel giorno chi per un motivo chi per un altro, lasciarono quasi tutti il locale con un po d’anticipo, l’ora di punta era superata, e tra le 15 e le 17 riuscivamo a gestire la situazione anche in 2. Comunque sia, Eravamo rimasti nel locale io e Claudia e Sergio, quando alle 15.30 entrò una ragazza, veramente molto carina, io e Sergio facemmo a gara per prenderle l’ordinazione e scambiare qualche parola con lei, mentre Claudia sghignazzava alle nostre spalle, vinsi io e presi l’ordinazione, chiese un Kebab completo, così presi i soldi e invitai Sergio ad affettare il Kebab, mentre io lo preparavo, cominciai a sovrapporre i vari ingredienti, incartai e consegnai e salutai, invitandola a tornare. Fin qui nulla di strano, normale routine in una pizzeria.

Il Giorno dopo si ripeté la scena, alle 15.30 la ragazza entrò nel locale , salutò e si avvicinò alla cassa, io le sorrisi e mi avvicinai per prendere l’ordinazione, ancora Kebab completo, cominciai a preparare il panino mentre Sergio tagliava la carne, quando ad un tratto mi fermò e chiese -cos’è questo ?- le risposi -cetrioli- consegnai il panino e salutai, ma prima che uscisse le consegnai una scheda promozionale, un idea di Claudia, ogni nove Kebab, il decimo era in omaggio.

tornò dopo qualche giorno, entrò saluto , e ordinò il solito Kebab, porgendomi poi la scheda per far segnare il primo kebab, guardai Claudia e Paola, e loro annuirono, le convalidai 3 Kebab.

andai a preparare il panino, e al momento dell’inserimento dei cetriolini, mi fermò e disse con un malizioso sorriso, o almeno io così l’ho inteso, – mettici più cetriolini, mi piacciono – pensai, “come negargli più cetrioli”, così abbondai di cetrioli, come al solito consegnai il panino, e lei – ciao, ci vediamo domani-

La nostra prima cliente fissa, la sola che ricordassimo , aveva affascinato tutti, i soli immuni al suo fascino era Giovanni, da anni fidanzato con Eleonora settima ed ultima socia del locale e la stessa Eleonora, innamoratissima di Giovanni, io Cristian e Sergio, single convinti non eravamo riusciti a resistere, persino Claudia e Paola, coppia lesbo del gruppo, avevano ceduto al fascino e la sensualità di quella ragazza, all’inizio con un po di gelosia da parte di entrambe, ma poi si erano coalizzate .

Veniva da noi quasi tutti i giorni, tranne il mercoledì ed il venerdì, sabato e domenica eravamo chiusi a pranzo, aprivamo soltanto la sera.

Cominciammo a scherzare con lei, come facevamo con tutti i clienti che riuscivamo a ricordare, puntando molto sulla sua passione per i cetrioli” un po alla volta le battutine crebbero, battutine come -certo che ti piacciono davvero tanto i cetriolini- ecc

dopo una settimana, venne il giorno del secondo Kebab omaggio, alle 15.40 io e Paola ci preoccupammo, “perché non viene ? oggi è martedì” poi eccola entrare , era più bella del solito, aveva da poco smesso di piovere ed era spuntato il sole, fuori la luce era abbagliante, e lei entrò nel locale avvolta da raggi luminosi, sembrava un angelo, l’avevamo sempre vista con Jeans lunghi maglione sgualcito, e occhiali, nonostante ciò non riusciva a nascondere il suo fisico scultoreo e le sue prorompenti curve, ma quel giorno era diversa, indossava un vestito rosso con un lungo spacco sulla coscia, ed una generosa scollatura, i soliti occhialini , ma i capelli ben curati e lei era ben truccata, quel vestito esaltava in maniera straordinaria le curve che aveva sempre tenuto nascoste, si avvicinò alla cassa per ordinare, il cuore cominciò a battermi forte, ero eccitatissimo, le chiesi -solito kebab completo, con cetriolo abbondante ?- lei sorrise ed annuì, poi prese la scheda, ed io -oggi è quello in omaggio giusto ?- Paola alle mie spalle disse, -oggi è veramente molto bella, io gli farei offrire il Kebab dalla casa, Giovanni ed Eleonora che fino a quel momento erano stati immuni, caddero in tentazione, Eleonora ribatté -ha ragione paola, ridagli la tessera, oggi è così bella, che merita di mangiare gratis-

restituii la scheda, dicendo – questo conservalo per domani- e le feci un occhiolino, Claudia e Paola, si occuparono della preparazione, (nessuna delle due avrebbe lasciato l’altra da sola con la ragazza), Claudia chiese -ci metto le patatine ?- e la ragazza -preferisco il cetriolo- le nostre battutine e le sue si andavano intrecciando in una fitta rete di doppi sensi, e provocazioni, Paola dice -se preferisci i cetrioli forse dovrebbe prepararlo Paolo il panino- e lei -se lui col cetriolo ci sa fare , ben venga- Claudia – sentito paolo ? che dici, ci sai fare col cetriolo ?- io- non so, non posso rispondere, non sarei obiettivo-

(quella conversazione mi eccitava tantissimo, per non parlare delle occhiatine che mi lanciavano Paola e Claudia, che come ho detto erano una coppia lesbo, ma spesso era capitato che una delle due avesse voglia di andare con un uomo, e si rivolgevano a me che per loro ero sempre stato disponibile in tutto) Claudia – io dico che col cetriolo se la cava- Paola -si si, mi piace proprio quando usa lui il cetriolo- e la ragazza -a questo punto sarei tentata di assaggiarlo- la mia eccitazione era al limite, e parti del mio corpo cominciarono a muoversi indipendentemente dalla mia volontà. mi bastò lanciare uno sguardo nella sua scollatura per raggiungere la piena erezione. Lei lo notò attraverso il bancone in vetro e disse -mi piacerebbe davvero tanto assaggiare quel cetriolo lì- ed io – basta chiedere, sei sicura di volerlo ?-

La ragazza cominciò a mordersi il labbro inferiore,il gioco, le provocazioni ed i doppi sensi erano finiti, ora si faceva sul serio, lei rimase qualche secondo immobile, poi annuì leggermente, e disse con un filo di voce, -si- a questo punto, Claudia le aprì la porta della cucina e la facemmo entrare, superata la porta lei e Paola l’aiutarono a sfilarsi il vestito palpandola in ogni dove, Claudia infilò furtivamente una mano tra le sue gambe, mentre le baciava il collo, e notò la sua pelle nuda, ed il suo intimo lasciato allo scoperto e depilato, cominciò così a massaggiarla dolcemente tra le gambe, mentre continuava a baciarle il collo, paola dall’altro lato le palpava il prodigioso seno con un mano e con l’altra le abbassava la cerniera sulla schiena, mentre le baciava il collo, e lei si lasciava toccare, baciare e spogliare, con gli occhi sempre puntati sul mio cetriolo che intanto si gonfiava sempre di più.

Sbottonata la Zip, il vestito le scivolò di dosso come una piuma, e lei rimase completamente nuda dinanzi a me, Giovanni ed Eleonora intanto abbassarono la saracinesca e sedettero per godersi lo spettacolo, Claudia e Paola si baciarono, poi tolsero reciprocamente le magliette, restando entrambe a dorso nudo, e in quel momento per la prima vola allontanò lo sguardo da me per focalizzarsi sul prodigioso seno di Claudia e disse- però sono più grandi delle mie- e cominciò a morderle i capezzoli, mentre Paola andò nella sala e prese una sedia, fece poi sedere la ragazza, e si inginocchiò dinanzi a lei, per darle piacere orale, (Paola con la lingua è fenomenale, sono sicuro riuscirebbe a dare piacere ad un impotente) Claudia rimase accanto a lei, a lasciarsi mordicchiare i seni, mentre con una mano palpava il seno della ragazza, e con l’altra si toccava freneticamente.

A questo punto decisi di intervenire, mi avvicinai, e mi lasciai spogliare da loro. Rimasto nudo, Paola e Claudia vennero al mio fianco, una da un lato el’alta dall’altro, e cominciarono a strofinarsi contro di me, baciandomi ripetutamente il collo , la ragazza si inginocchiò e cominciò a farmi un pompino, non aveva nulla da invidiare a quelli di Paola, mentre la ragazza lavorava tra le mie gambe dissi a paola che era quasi al suo livello, e la baciai, poi mi voltai e baciai anche Claudia di cui preferivo il culetto.

Claudia e Paola portarono le loro mani sulla testa della ragazza e la spingevano verso di me, aiutandola nel difficile compito di prendere il mio intero fallo in bocca, dopo qualche minuto di stimolazione orale, venni per la prima volta, con grande stupore di Claudia e Paola, con le quali non ero mai venuto prima di 15 minuti.

Provò ad ingoiare tutto, ma l’immenso fiume di sperma che venne fuori, finì per colarle in gran parte addosso, la aiutammo ad alzarsi, e Claudia e Paola la ripulirono per bene, con le loro vispe linguette, nel frattempo io mi abbassai e ricambiai il lavoro con la mia lingua.

Quando fu pulita l’aiutammo a sdraiarsi sul tavolo da cucina, e lì cominciai a penetrarla, e fu in quel momento che la sentimmo gemere per la prima volta.

Violai il suo fiore per quasi 15 minuti prima di venire per la seconda volta, nel frattempo Claudia e Paola si divertirono a baciare e mordicchiare ogni centimetro del suo corpo.

dopo 30 abbondanti minuti di eravamo tutti e ricoperti di sudore, i capelli di tutti erano bagnati, e non solo, non so perché ma Claudia disse – con i pompini è al livello di paola, vediamo come se la cava nel confronto con me- così l’aiutarono ad alzarsi, per offrirmi il suo culetto, prima di cominciare la baciai, le nostre labbra non si erano ancora toccate fino a quel momento, poi si piegò in avanti ed io entrai, o almeno provai ad entrare, il suo stretto buco posteriore rendeva difficilissima l’operazione, tant’è che urlammo di dolore sia io che lei, ma il dolore come si sa in certi casi diventa piacevole dopo poco, cosa che infatti accadde, le chiesi -se fa male lo tolgo- e lei – fa male, ma non pensarci nemmeno di toglierlo-….

Passammo quasi un ora di follia e passione, la prima ora fu la più bella in assoluto, da allora ogni martedì si concesse a me Claudia e Paola, e qualche volta anche a Sergio, non accettò mai di mangiare gratis, dice che non voleva sentirsi una prostituta, lo faceva perché le piaceva non per mangiare gratis. per lei il sesso era compreso nel costo del panino, e non volle mai rivelarci il suo nome,nome che abbiamo scoperto da noi non molto tempo dopo, il suo nome era Martina, ed aveva la fama di essere una santarellina che non la dava mai a nessuno, ancora rido se penso quanto poco la conoscano i suoi amici..